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APPARIRE o ESSERE ??

DECIDETE VOI!!!!!
June 18

Chi è il bastardo...

 
 
 
Questa foto l'ho trovata in rete con una denuncia che faccio mia e rilancio. Osservate bene le facce di questi due figli di puttana, fatele rimbalzare in rete fino a quando qualcuno non riconoscerà il loro viso e segnalerà il loro nome e cognome ed indirizzo. La prima denuncia alle autorità la faccio io... poi se vogliamo andarli a trovare di persona perchè no? Che schifo di gente deve esistere al mondo? Sono disgustato.
May 17

Come riconoscere un'ictus cerebrale...

Durante una grigliata Federica cade.
Qualcuno vuole chiamare l'ambulanza ma Federica rialzandosi dice di essere inciampata con le scarpe nuove.
Siccome era pallida e tremante la aiutammo a rialzarsi.
Federica trascorse il resto della serata serena ed in allegria.
Il marito di Federica mi telefonò la sera stessa dicendomi che aveva sua moglie in ospedale.
Verso le 23.00 mi richiama e mi dice che Federica è deceduta.

Federica ha avuto un'ictus cerebrale durante la grigliata.
Se gli amici avessero saputo riconoscere i segni di un 'ictus, Federica sarebbe ancora viva.

La maggior parte delle persone non muoiono immediatamente.
Basta 1 minuto per leggere il seguito:

Un neurologo sostiene che se si riesce ad intervenire entro tre ore dall'attacco si può facilmente porvi rimedio.
Il trucco è riconoscere per tempo l'ictus!!!
Riuscire a diagnosticarlo e portare il paziente entro tre ore in terapia.
Cosa che non è facile.

Nei prossimi 4 punti vi è il segreto per riconoscere se qualcuno ha avuto un'ictus cerebrale:

* Chiedete alla persona di sorridere (non ce la farà);

* Chiedete alla persona di pronunciare una frase completa (esempio: oggi è una bella giornata) e non ce la farà;
* Chiedete alla persona di alzare le braccia (non ce la farà o ci riuscirà solo parzialmente);

* Chiedete alla persona di mostrarvi la lingua (se la lingua è gonfia o la muove solo lateralmente è un segno di allarme).
Nel caso si verifichino uno o più dei sovra citati punti chiamate immediatamente il pronto soccorso.
Descrivete i sintomi della persona per telefono.

Un medico sostiene che se mandate questa è- mail ad almeno 10 persone,
si può essere certi che avremmo salvato la vita di Federica, ed eventualmente anche la nostra.

Quotidianamente mandiamo tanta spazzatura per il Globo, usiamo i collegamenti per essere d'aiuto a noi ed agli altri.
:-) 


May 11

Una settimana da Dio!!!!

 

Bellissimo film dai risvolti inaspettati… tu cosa faresti se fossi Dio e ti accorgessi che la tua creazione perfetta deve essere perfezionata?

J

Partecipa…. Si accettano modifiche in tempo reale!!!!!

May 10

Auguri mamma!

Ovunque tu sia, ovunque sia il tuo pensiero, ovunque sia a tua essenza... auguri mamma.
April 30

Adriano

E’ il nome di un bimbo di 4 anni. Detto così sembrerebbe una cosa stupida, scontata, eppure me ne hanno raccontato la storia, una storia dolorosa fatta di malattia e di problemi familiari, è affetto dalla nascita da un grave male che ne ha minato fino ad ora la crescita ed ora non contento, il male, ne mina la vita.

Difficile non lasciarsi coinvolgere dal pianto della sua maestra e soprattutto difficile non ricordare i suoi occhioni che da una foto inviatami fanno capolino in maniera dolcissima.
Adriano adesso è peggiorato, altri decidono per lui assumendosi una responsabilità che non vorrei per tutto l’oro del mondo.

Mi rivolgo ai predicatori convinti della rete, a coloro che hanno risposte, a coloro che leggendo polverosi libri antichi ne sanciscono la divina provenienza. Datevi da fare signori … il tempo stringe.. tic tac tic tac tic tac, non servono pani e pesci, non serve vino, non servono grandi gesta, occorre solo un piccolo, piccolo, miracolo, un minimo impegno per un dio che ha fatto tanto, che ha creato l’universo, pensate creato l’universo … solo l’idea stordisce.

E qui nessuno Ti chiede di creare un altro universo, solo di salvare un bimbo, potresti pure impegnarti un pò.

April 14

Il terremoto non uccide... uccidono i crolli

“sono una massa di persone al Governo che pensano a vivere bene e vivere di rendita”

Su uno dei blog che ho visitato leggendo in giro, l’argomento era il terremoto in abruzzo, questa frase mi ha colpito per quello che è un misto tra verità e pressappochismo … Certo le colpe dei politici saltano agli occhi come saltano agli occhi gli edifici relativamente nuovi che si sono sbriciolati come castelli di sabbia seppellendo i sogni di giovani ed i ricordi di vecchi in un misto di polvere, stoviglie, giocattoli, diari, medicine e mobili frantumati. Eppure questa frase riportata da un commento ha in sé una profonda mezza verità colpisce è vero il vertice istituzionale di un paese ma ne dimentica il corpo. Ed è un corpo fatto di gente comune, di impiegati che avrebbero dovuto controllare e non l’hanno fatto, di geometri comunali, di architetti comunali, di tecnici in genere che hanno venduto la propria professionalità al miglior offerente, di forze dell’ordine che hanno poca forza ed ancora meno credibilità, di magistrati che assomigliano sempre più a pop star e sempre meno a controllori della civiltà

Chi di noi non ricorda “ mani pulite” ? Ci siamo illusi di aver sconfitto il clientelismo, di aver estirpato la mala pianta del diffuso senso di corruzione che ci pervade, abbiamo dimenticato che se è vero che le mani possono anche essere rese pulite … bisogna lavarle spesso, perché i microbi sono in agguato e l’Italia non è certo un paese sterilizzato.

Una preghiera alle televisioni … risparmiate, non inviate reporter in giro, non serve … avete i vecchi servizi sul terremoto della campania, del friuli, dell’umbria, basta tagliare gli accenni diretti alle località e avrete dei servizi utilizzabili per tutte le occasioni, tanto le stronzate dette sono sempre le stesse, sia dagli esperti che dagli opinionisti che dai politici ed anche le lacrime sono uguali, la disperazione pure.

April 06

Emergenza terremoto

 
Coperte, vestiti, pannolini, latte in polvere, casse d'acqua e tutti i beni di prima necessita' che possono servire alle popolazioni gravemente colpite dal terremoto di questa notte in Abruzzo verranno raccolti a Bologna da CasaPound mette a disposizione la propria sede di Piazza di Porta Castiglione 12, 24 ore su 24. Il numero di riferimento per eventuali contatti e' il 328 190359
 X i napoletani Luisa PostiglionePare che il sangue non serva più, ma cibo e abiti si... quindi.... PUNTI DI RACCOLTA CIBO: Da domani alle 16 ne saranno pronti 3 (nelle prossime ore ne segnaleremo altri). - Rione Alto (via Pasquale del Torto 1/b) tel. 0817701332 / 3491394416 - Quartieri Spagnoli (Parrocchia Sant'Anna di Palazzo) tel. 3477769962 - Marigliano (via Faibano, 65) (via Faibano, 65) tel. 3393513740.
 x l'abruzzo: BASTA SANGUE...ora servono fondi e ospitalità: "c'è bisogno di posti letto...chiunque avesse una struttura alberghiera o similare in Abruzzo (costa, collina) chiamate 0854308309....amici di FB, vi prego di copiare e incollare sul vostro profilo...grazie
March 15

Criseide....

Hai voglia a dire che gran parte della crisi che stiamo attraversando è indotta da un sentimento di sfiducia che ci attanaglia... La crisi la si tocca con mano, ovunque non si parla d'altro che di cassa integrazione, mobilità, di perdita di posti di lavoro. Posti di lavoro... non rende bene l'idea questa frase, dietro un posto di lavoro c'è una famiglia, ci sono sogni,aspettative.
C'è poca etica in un datore di lavoro che scarica il suo rischio di impresa su un operaio e c'è una profonda differenza tra il guadagnare meno dell'anno precedente ed il perdere realmente soldi. Quando siamo passati allegramente dalla lira all'euro frotte di commercianti si sono ingrassati a nostre spese, raddoppiando il fatturato da un giorno all'altro, senza comprendere che il commerciante è a sua volta cliente di altri e che in tal modo si dava un mortale colpo alla possibilità di coloro che non essendo commercianti e non potendo evadere redditi o aumentarli in maniera fraudolenta non avevano difesa di fronte ad una inflazione reale del 100%.
Ovviamente avevamo i soloni che hanno inventato la inflazione percepita.... che sarebbe quella cosa che ti fa "credere" che un kg di pane che ieri costava 1000 lire oggi costa un euro, in realtà lo stai immaginando (?????).
Io che giro di notte in un comparto altamente industrializzato come quello delle ceramiche a Sassuolo (Emilia Romagna) percepisco la crisi come l'assenza di coloro che alle 3 di notte si recavano per il cambio turno nelle fabbriche, adesso è il deserto. Non c'è niente di più triste di una fabbrica desolantemente abbandonata, morta, silenziosamente spenta, dolorosamente spenta.
Giriamo anche per la Emilceramica dove 116 operai sono stati licenziati. Sono tutti li, occupano la fabbrica, hanno piantato croci e portato una bara, a volte ci fermiamo con loro che conosciamo da anni di caffè scambiati di notte... a volte ci vergogniamo perchè noi lavoriamo e loro no, noi abbiamo ancora uno stipendio e loro non hanno di che fare la spesa, allora ci fermiamo forse in modo codardo sempre meno, abbiamo sempre una scusa per andare via, un modo per esorcizzare forse la paura che tocchi anche a noi prima o poi...
March 10

Decreto legge " segnala clandestini"

 
 
Presentato come una mera possibilità da parte dei medici di denunciare un clandestino che si rechi in una strutura pubblica per farsi curare, è un grave attacco alla logica che ci vorrebbe attenti a quelle persone che potenzialmente possono essere portatori di malattie non endemiche e che quindi sono potenziali portatori di epidemie oltre al fatto che un paese civile deve considerare tutti persone e quindi curarle indipendentemente dallo status giuridico.
Ovviamente la subitanea reazione dei clandestini è stata il guardarsi bene dal farsi curare negli ospedali e se ne sono allontanati in massa, rischiando la propria pelle in nome di persone che facendo demagogia politica se ne fottono se hanno procurato per vie neppure tanto traverse dei morti.
E' bene precisare che un medico ed il personale ospedaliero sono dei pubblici ufficiali, incaricati di pubblico servizio, quando operano in una struttura pubblica.
Già questo basterebbe a far sì che una volta definito "reato" la clandestinità, i dottori siano di fatto obbligati a denunciarne l'esistenza, previa una incriminazione penale a loro danno se non lo facessero.
Quindi in base a cosa si parla (a vanvera) di possibilità di denuncia e non di obbligo?
Riguardo al rischio epidemico sottolineo che 5000 casi di tubercolosi sono stati registrati ed isolati nello scorso anno, vari casi di febbre balcanica. Tutte queste persone avrebbero diffuso la loro malattia in tutta la penisola se costrette alla clandestinità.
Le associazioni di categoria dei medici hanno sottolineato il grave attacco deontologico alla loro professione e dato comunicazione ai medici del loro indiscusso sostegno. Staremo a vedere....

 

 


March 03

Chi ronda .... sulle ronde?

Da addetto ai lavori, essendo una guardia che fa pattuglie notturne, assisto al pressappochismo di una falange disarmata ed incompetente che crede che la sicurezza sia un gioco e non un lavoro serio fatto da professionisti.
Certe persone non vogliono rendersi conto che girare disarmati o armati solo di paroloni può diventare estremamente pericoloso per se stessi e soprattutto per coloro che li dovranno togliere dall'impaccio una volta che incappino in seri delinquenti. Ho visto colleghi armati di pistola soccombere sotto le bottigliate di un ubriaco a cui non potevano sparare per non incorrere in guai e licenziamenti, ho visto la paura di persone a cui i ladri hanno svaligiato la casa con loro all'interno e che se ne sono fottuti del nostro arrivo, consapevoli dei limiti di un sistema paese dove ad essere cautelato è il malvivente e non il tutore dell'ordine. Ho visto la comica denuncia delle forze dell'ordine ad un collega che sparando in aria a scopo intimidatorio, per evitare una randellata in testa, si è visto sospendere il porto d'armi e quindi il lavoro per sei mesi ed ha dovuto affrontare una causa penale.In Italia ci sono oltre 50.000 guardie particolari giurate, 50.000 persone certamente più preparate della media dei rondisti, che fanno ronde da sempre e da sempre pattugliano il territorio. Ma non fanno testo, legate a "regi" decreti del passato, nonostante gli inviti della comunità europea, non sono nè carne nè pesce.Buoni solo ad intervenire quando i carabinieri non hanno la pattuglia disponibile (nel 90% dei casi) o a togliere i vigili urbani dalla merda quando si presentano difficoltà di natura diversa dal fare una multa per divieto di sosta.
January 31

Disinfestazione?

 
 
 
 
 

Ieri mio figlio è tornato dalla polonia dove ha visitato i campi di sterminio nazisti di Auschwitz e Birkenau, ieri mi ha mostrato le foto fatte di persona nei campi, ha visto le montagne di valige, di scarpe,di occhiali mi ha parlato di 17 tonnellate di capelli ritrovate alla liberazione del campo e mi ha mostrato le foto di due tonnellate di capelli ancora presenti in una sala bacheca, ne facevano tessuti.Mi ha parlato di una catena di montaggio della morte, delle camere a gas che confluivano direttamente nei locali dei forni crematori,dei barattoli col gas, una ottimizzazione in puro stile germanico, una ISO 9002 ante litteram.Mi ha raccontato di come hanno provato lui e la sua classe a restare senza giacconi in un giorno neanche particolarmente freddo e di come abbiano resistito poche decine di minuti pensando a persone nude sulla neve di un inverno in cui Dio aveva voltato la faccia da un'altra parte, dove anche Cristo probabilmente gli avrà detto:  <<ma papà...che cazzo stai facendo?>>.

E tutto questo è negato.

 

 
 

Un cosiddetto vescovo lefebvriano, tale Williamson, con notevole faccia tosta ha affermato (ed afferma ancora) in un'intervista rilasciata nel novembre 2008 e trasmessa nel gennaio 2009 da una televisione svedese la sua tesi negazionista, dicendo che nei campi di concentramento nazisti sarebbero morti "solo" 200.000-300.000 ebrei, nessuno dei quali nelle camere a gas.

 
 
 
 
 

All'indomani della riconciliazione con la Chiesa di Benedetto XVI, pressato dalla opinione pubblica internazionale, oltre che dai suoi accoliti, ha dichiarato che le sue parole erano state inopportune. Notate bene ha detto inopportune! Non ha detto che erano una cazzata, confermando in pratica le tesi strampalate, chinando il capo ad interessi superiori o di opportunismo politico.

Di rincalzo è giunta la dichiarazione di un altro benemerito esponente, un certo don Floriano Abrahamowicz,della comunità lefebvriana del nordest Italia, il quale ha affermato in un'intervista:

"Io so che le camere a gas sono esistite almeno per disinfettare, ma non so dire se abbiano fatto morti oppure no, perché non ho approfondito la questione."

Dico io ma se non hai approfondito la questione, e non è manco difficile farlo, perchè non chiudi quella fogna che il buon Dio, evidentemente pressato da problemi con l'idraulico del paradiso, si è confuso e ti ha fornito al posto della bocca?

 

 
 

In tutto questo la chiesa cattolica fà finta di non capire, dice che si è trattato di un atto di perdono dovuto, per ripristinare una comunione da troppo tempo interrottasi, per cercare il figliol prodigo.

E allora vediamo questo figliol prodigo come se la passa:

Secondo i dati del 2007,la Fraternità elencava i seguenti beni materiali:

1 Casa Generalizia

7 seminari

6 case di formazione

19 distretti e case autonome

159 priorati

725 chiese, cappelle e centri di Messa

2 istituti universitari

86 scuole

6 case di formazione

7 case di riposo

4 vescovi

496 sacerdoti

210 seminaristi

88 fratelli

160 suore

73 oblate

30 sacerdoti e seminaristi della Fraternità San Josaphat di rito orientale in Ucraina retta dalla Fraternità Sacerdotale San Pio X (altra degna personcina)

27 “comunità amiche”, delle quali 18 femminili e 9 maschili

La fraternità afferma inoltre di avere quasi un milione di fedeli ed un altro di "simpatizzanti".

Ci sono quindi almeno 2 milioni di potenziali S.S.

 

Lunga vita a Benedetto XVI... più campa più danneggia la chiesa cattolica, altro che U.A.A.R.!!!

 

January 24

La libertà non è uno spazio libero... (G. Gaber)

 
 
 
 
 

<<… non sempre quella che si ritiene libertà produce negli effetti libertà >>

(Enza in "la Torta", post precedente)

 

Potrebbe essere un bel discorso che per essere affrontato ha bisogno però di un alfabeto comune, uno stesso piano di discussione.  A questo punto dovremmo tutti definire che cosa sia la libertà per ognuno di noi. Chi vuole cominciare?

 

Magari comincio io con uno spunto, con una delle definizioni che mi è capitato di sentire più spesso: "La mia libertà finisce dove inizia quella degli altri"

 

Questa sintesi è bella, ma poi mi chiedo: e quella degli altri dove inizia? Perché altrimenti finiamo per fare la fine del gatto che si rincorre la coda, ma non se la morde mai.

Farei una distinzione tra le “libertà” possibili. Secondo me ce ne sono di due o più livelli.

Il primo è quello di una libertà profonda, intima, ineluttabile ed inviolabile, che non è nella disposizione di tutti ma solo in quella personale.  La vita, per me, ricade in questa fascia.

Poi vi sono altre libertà che definisco “di rapporto con gli altri”, ed alle quali posso applicare tranquillamente la citazione di cui sopra.  Dunque una volta definita una comune etica ed un comune codice comportamentale si incanalano secondo altri binari più semplicemente controllabili e gestibili.

Una domanda: è possibile giungere ad una comune etica?
Laddove fosse possibile,  si limiterebbe la libertà di qualcuno?
Un compromesso è “libertà”?

Angelo

 

December 20

La torta

 
 
 
 

Assisto divertito su vari blog cattolici ed evangelici a furiose diatribe incentrate su passi biblici, sulle loro interpretazioni e via via in un crescendo di dolore fatto di “Dio ti benedica” e di “non farmi benedire tu da Dio, che Dio già lo fa”!!!!

Mi incuriosisce il fatto che quelle che alla fine sono religioni o fedi di matrice comune si scannino in un bailamme di accuse reciproche, di offese e di "tu non hai capito un cazzo ed io si!!!". Manco ai bei vecchi tempi di confronti ateo/cattolici avevo assistito a cotanta asprezza J

La mia domanda è a questo punto: come mai questa guerra fratricida? Posso solo ipotizzare una risposta: secondo me la chiesa cattolica teme, e mal sopporta, più gli evangelici degli atei. Semplicemente perché mentre gli atei alla fine se ne fottono di fregare loro proseliti, ed in ultima analisi li mandano semplicemente a cacare, gli evangelici cercano di spartirsi la torta dei fideisti.

E’ questo rubare il pane che da fastidio, questo pretendere una fetta di un ghiotto bottino fatto di miliardi e di potere. Come dire : “ la paura di far sapere al contadino come è buono il cacio con le pere”.

E noi atei ed agnostici che siamo affacciati a questa balaustra cominciamo a sentirci come uvetta sultanina in questo panettone (tanto per stare in tema). Chi ci mangerà? Bho...

Restando sempre in attesa che qualcuno mi spieghi, prima di tentarne una interpretazione, su quali basi la bibbia sarebbe parola di Dio, saluto tutti augurando buon natale.

December 18

Concorso magistrati

Come possiamo sperare in una giustizia "giusta" se coloro i quali dovrebbero essere i futuri artefici di questa giustizia, imbrogliano durante il loro concorso di accesso in magistratura? Poi ci lamentiamo della questione morale... Ovviamente il concorso è stato... omologato! La causa del fatto che non sia stato azzerato, risiede nel costo.... sostenuto per organizzarlo. Come cittadino una volta tanto avrei speso volentieri dei soldi in più, se questo mi avesse garantito dei giudici onesti e preparati.
Abbiamo costruito in Italia una nuova categoria i " Magistragiornalisti " personaggi equivoci che tentano di legittimare le proprie gesta giuridiche non con le prove, come sarebbe legale, ma con le soffiate ai giornali che tendono a demolire l'accusato indipendentemente dal fatto che sia o meno colpevole.
La vera recessione non è economica, quella non può farci che bene, la vera recessione è quella etica e morale.
Sono anni che sento parlare di conflitti di interessi... più o meno palesi, dedicati ad uno o piu personaggi, mentre l'unico grande conflitto di interesse è quello che mette in conflitto appunto la politica contro gli interessi del cittadino.
Sento ancora parlare demagogicamente di calo della democrazia per un sistema elettorale che non prevede la preferenza diretta e quindi il cittadino non conosce il suo deputato.... ma perchè prima il cittadino conosceva il suo deputato? Ipocriti.
Prima l'unica conoscenza che si aveva col politichetto di turno era il rapporto clientelare che più o meno tutti cercavano di instaurare al momento del voto.
Perlomeno adesso abbiamo l'alibi che la merda nel parlamento se la sono scelti loro, noi al massimo abbiamo fornito il contenitore... diciamo che adesso abbiamo una responsabilità attenuata, la nostra tranquillità ci permette di dormire meglio.
Una parola la spenderei per tutti i sinistroidi che vanno sbandierando a destra e a manca verginità sospette... Tra un ladro che ha fatto i soldi ed uno che li deve ancora fare... preferisco il primo, c'è la speranza che si accontenti e faccia qualcosa per gli altri prima o poi.
Facciamoglielo fare QUESTO PONTE SULLO STRETTO!!!! Che vi costa? Forse così una volta appagato il suo EGO, come novello faraone, si dedicherà al bene comune e visto che le capacità sono indubbie (che vi piaccia o meno ha le palle quadrate) forse riesce a fare qualcosa di buono.
Tanto l'alternativa è il nulla veltroniano o rutelliano.
November 28

Il bisogno della vittoria!!

 

Assisto da giorni ad uno pseudo dibattito politico incentrato sulla figura di Luxuria e del presunto significato della sua vittoria all’isola dei famosi , per una sinistra sempre più alla ricerca di un riscatto.

Cosa dire, evidentemente bisogna pur vincere qualcosa ogni tanto, portare nel carniere un risultato … come quel cacciatore incapace che si ferma in macelleria prima di tornare a casa … tutto fa brodo.

E allora ecco una masnada di intellettuali interrogarsi sulla opportunità di una candidatura alle europee, di una sinistra che riesce a dividersi anche sulle cazzate, chi è pro, chi contro. Chi dice che Luxuria è la nuova icona del comunismo, chi che è una troia chi che è una vecchia comare e così via.

Non sono mai stato comunista ma mi trovo a rimpiangere Berlinguer.

Strano paese il nostro dove tutti storcono il naso se vedono due uomini baciarsi (due donne no, fa già più erotismo J) e tutti votano Luxuria fingendo che lo fanno perché sono aperti al nuovo, mentre in realtà l’hanno votata solo perché ha sputtanato i due prostituti.

November 08

Bello, giovane... abbronzato!!!

Geniale... non riesco a trovare altra parola per chi riesce a dire con poche battute quello che pensiamo in gran parte. Scambiare l'ironia per razzismo è bigotto oltre che idiota. L'idea che uno statista possa fare le corna in foto ad un collega è di una dirompente ilarità, e solo dei politici ipocriti possono gridare allo scandalo ed additare all'opinione pubblica una presunta caduta di stile. La caduta di stile c'è stata quando abbiamo presentato Napoli con la monnezza fino al terzo piano delle case, quando il governo sinistroide di Prodi e company dava mostra di una inconcludenza preoccupante ed imbarazzante.
La sinistra italiana ha confuso il ruolo di Obama scambiandolo con un novello "Che", in realtà il "bianco dipinto di nero" è quanto meno improbabile nel ruolo di difensore dei poveri, dai quali è più che lontano per status. Comico notare come la MERDA AMERICA di cinque giorni fa sia diventata la grande america democratica di adesso... misteri della sinistra.
 
October 17

Pregiudicato?

 
 
 

[…] In cambio gli viene promesso un aiuto per rientrare nell'Arma e per ottenere "la rimessione del mio processo". «In quell'occasione, come in altre, presso lo studio dell'avv. Taormina era presente anche l'onorevole Previti» […]

 ("Patto scellerato tra mafia e Forza Italia" - L'Espresso del 3/10/2002 – Marco Travaglio)

 

«In quell’occasione, come in altre, presso lo studio dell’avv. Taormina era presente anche l’onorevole Previti. Il Previti però era convenuto per altri motivi, legati alla comune attività politica con il Taormina e non era presente al momento dei discorsi inerenti la posizione giudiziaria di Dell’Utri».

(dal “Giornale” del 16/10/2008 – Filippo Facci ripropone le dichiarazioni “originali” del testimone colonnello Michele Riccio davanti ai magistrati)

 

…perché la diffamazione, si sa, è un’arte!

October 07

Omnibus!!!!

Mi capita spesso di seguire su La7 la rubrica "omnibus", quotidiano palco di opinionisti politici e non... ne apprezzo in genere le tematiche trattate anche se a volte i vari conduttori che si alternano non riescono a calmierare i presenti.Tra questi spicca sicuramente Antonello Piroso, giornalista colto e preparato. Unico neo a mio avviso del Piroso, è quella faccia schifata che fà (sapendo di farla vedere) quando annuncia, con fare di sopportazione, che deve battere "cassa" e passa la pubblicità.
Se fossi il committente di quella pubblicità pagata fior di quattrini mi incazzerei non poco della connotazione volutamente negativa attribuita alla stessa e ricorderei al giornalista intellettuale e colto che tutto sommato i soldi gli fanno comodo e il non disdegnare  certamente il congruo stipendio che gli passa La7 cozza con l'immagine pura che vuole dare di se stesso. Non amo molto chi sputa nel piatto dove mangia (e mangia per giunta bene).
 
per chi volesse una biografia di antonello Piroso: http://www.la7.it/tv/dettaglio_pers.asp?id_pers=60
October 04

tanto per non far cadere nel dimenticatoio!!!!

       Il termine feto è “inventato”. Si usa da qualche decina d’anni. I Romani che parlavano di fetus intendevano esclusivamente il bambino: era il frutto, la progenie, non era il bambino prima della nascita. Ci sono due cose strane nella parola “feto”. Una è che è un termine neutro, non ha maschile e femminile. Proprio per sottolineare l’idea di “cosa” . E quante assonanze con parole come fetente, difetto, fetido... Poi, in inglese e francese si scrive con il dittongo foetus: ma è una bugia, una sovra-latinizzazione (perché in latino si scrive fetus) per far diventare la cosa più aulica e più scientifica. Quindi il problema ce lo siamo posti adesso di dire che qualcuno prima della nascita vale meno di dopo la nascita. Prima uno “era” dal momento in cui era concepito.

Tanto è vero che il 25 marzo, il giorno dell’Annunciazione, segnava anche l’inizio del calendario a Firenze e Siena, almeno fino all’arrivo dei Medici. Il problema del feto e del bambino è fasullo. Si vuole far credere alla magia, cioè che l’aria entri nei polmoni e con un tocco magico faccia diventare qualcuno di serie B un individuo di serie A. Non è così. (Tracce feb 2008 p.55 - Carlo Valerio Bellieni)

 

       Oggi chi pratica un aborto illegale rischia ammenda molte volte inferiore di chi abbandona un cane. (Claudio Risè/27/03/2008 Tempi p.27)

 

       La seconda causa di morte in Europa è l'aborto (per i bimbi, non per le donne). (Tempi 5 apr 2007 - p.7)

 

       Per questo non ho nessun problema a dire che l'aborto è un omicidio. La vita comincia col concepimento[...] La vita inizia quando i 23 cromosomi maschili si fondono coi 23 cromosomi femminili. Lo zigote ha in sé già tutto..(Giorgio Pardi - Presidente Associazione ginecologi universitari italiani - Professore Università Statale Milano - Tempi - 05/10/2006 pag.49)

 

       In Francia, gli ecografisti prenatali si stanno ribellando in massa all’Arret Perruche, una legge che permette al nato handicappato di rivalersi sull’ecografista che non avrebbe visto la malformazione e non avrebbe consigliato l’aborto. E che di fatto, per non rischiare di finire un giorno denunciati, obbliga ecografisti e medici ad accentuare qualunque piccola anomalia e consigliare l’eliminazione del feto nel rischio che nasca “alterato”. (di Bielleni Carlo - Tempi num.6 del 7 Febbraio 2002 )

 

       Ho notato che tutti gli abortisti sono già nati.

(Ronald Reagan - da Mario Palmaro in "Manuale di Apologetica" di Rino Cammilleri Piemme 2004 - pag.158)

 

       Dovremmo essere tutti antiabortisti, in linea di principio, teorico e pratico, così si espresse anche Enrico Berlinguer che, vinta la battaglia referendaria, disse: "Ora che abbiamo tolto l'aborto dalla clandestinità ci dobbiamo impegnare affinchè le donne non si ritrovino nelle condizioni di abortire." (Tempi 29/09/05 pag.28)

 

       Che il "concepito" sia un essere umano oggi non dovrebbe essere messo in dubbio più da nessuno che non voglia negare i dati della scienza e della ragione. Se è un essere umano, sia pure in forma microscopica, possiede già, sin dal momento del concepimento, la dignità propria degli esseri umani. E con la dignità possiede pure i diritti che non sono valori aggiunti, ma insiti, cioè iscritti nella stessa dignità. Probabilmente la tenace resistenza a non ammetterlo deriva in molti non dal fatto in sè, ma dalle possibili conseguenze che dal principio si possono poi trarre per l'illegittimità dell'aborto.

(P. Gino Concetti, Fecondazione assistita..., in L'Osservatore Romano, 23-24/6/2000, p.20).

 

       Mi domando che differenza ci sia tra un feto di 90 giorni ed uno di 90 giorni e 1 secondo.

September 19

Era ora!!!!

 
 
 
 

Ho assistito ad un prolungato applauso, da parte dei diretti interessati, alla notizia che Alitalia sarebbe fallita entro pochi giorni, evidentemente conviene più la cassa integrazione che mediare nuove condizioni economiche e nuovi parametri per le ferie. Che dire.. in genere ogni qual volta le aziende per cui lavoravo hanno chiuso i battenti nessuno si è fatto avanti con gli ammortizzatori sociali, che sono evidentemente esclusivo appannaggio dei lavoratori di serie “A” . Personalmente credo che quando un’azienda perde 2 milioni di euro al giorno è meglio che chiuda, specialmente quando nonostante le perdite manda gli equipaggi in trasferta all’estero  a pernottare allo Sheraton e manda in giro per l’italia un furgone, prima con sarto a prendere le misure, poi consegnare divise fatte su misura con dei costi enormi.

Evidentemente la corporazione dei piloti e company ritiene di poter avere facile collocazione nel mercato internazionale e non teme la disoccupazione che invece preoccupa e non poco quei poveri cristi (e sono tanti) che in Alitalia sono precari e che non credo avessero voglia di applaudire.

Mi resta il sospetto ( e non mi sento solo in verità) che si sia sacrificata una possibilità di rilancio in nome di un antiberlusconismo militante. I sindacati hanno evidentemente ricevuto i loro ordini dall’alto e tanto basta.

Pazienza vorrà dire che voleremo con compagnie estere, poco male… abbiamo già speso troppi soldi per sfamare una massa di parassiti.

September 14

Caruso, un «disobbediente» con patrimonio da latifondista

 

di 

Paolo Bracalini

Il disobbediente Francesco Caruso, candidato di Rifondazione comunista alla Camera, è un latifondista milionario. Lui, che agli elettori promette l’esproprio delle seconde case, è proprietario di uliveti, vigneti, terre da agrumi, terreni da pascolo e immobili, sparsi tra vari comuni in provincia di Cosenza, frutto del generoso lascito di uno zio.
La visura catastale su terreni e fabbricati intestati al leader dei no global meridionali Francesco Saverio Caruso, è lunga sette pagine. Nei comuni calabresi di Longobucco, Calopezzati, Corigliano Calabro, nel Cosentino, il giovane no global è un padrone a cui dare del voi. Ha proprietà, immobili e terre, per un valore enorme. Sei appezzamenti tra terreni da pascolo e uliveti in località Calopezzati. Una frazione di un vasto agrumeto a Corigliano Calabro, metà proprietà di due terreni da 15 e 9 ettari a Longobucco, dove possiede anche una frazione di due appartamenti di 5 locali. Nella sua rendita catastale figurano poi altri 35 terreni (vigneti, uliveti e pascoli) sempre a Longobucco. Tra cui un uliveto di 54 ettari e un altro di 60, un querceto di 22 ettari, un frutteto di 38 ettari, poi pascoli e campi a perdita d’occhio. Nel complesso, una proprietà da latifondista coi fiocchi.
Ma anche da papà e mamma non è mancato nulla al giovane Francesco, antagonista cresciuto negli agi della ricca famiglia beneventana prima di trasferirsi nell’Officina 99 e nel centro sociale Ska di Napoli, dopo l’università a Bologna, la laurea all’Istituto universitario Orientale di Napoli e la scoperta del mondo dei centri sociali. Con i genitori e il fratello ha vissuto per anni, fino alla fine del liceo, in un superattico di 350 mq nel centro storico di Benevento, nella lussuosa via Calambra. Appartamento in cui la famiglia Caruso stava in affitto, con un canone di favore. Proprietaria dell’immobile erano infatti le Ferrovie dello Stato, di cui il padre era - oggi è in pensione - un dirigente, chiamato a Benevento dalla sua Calabria per realizzare un importante intervento infrastrutturale sulla rete della città campana. E forse il contrappasso, la carriere edipica di Francesco, comincia proprio così, dal padre. Ingegnere capo delle Fs, governatore regionale dei Rotary, fu propio lui a progettare le infrastrutture dell’Alta velocità a Benevento, un viadotto e il tunnel ferroviario, opera che oggi permette di viaggiare in eurostar da Benevento a Foggia in poco più di un’ora. Strano pedigree per il movimentista che blocca i binari, sabota i cantieri e promette battaglia agli alleati che tentennano sul no alla Tav. «Quando ero piccolo mio padre mi diceva: se vai alla manifestazione ti rifilo due ceffoni. E io col cavolo che ci andavo». Per diventare ribelle Francesco ha aspettato la maturità. Adesso può vantarsi di avere 12 avvocati per le sue 29 cause giudiziarie aperte. Al Rotary ha preferito il Chiapas, ma alle proprietà non ha rinunciato.
Qualcuno dica a Bertinotti che il curriculum del suo capolista in Calabria sembra uscito dai registri di uno yacht club di Montecarlo. O forse il leader già lo sa, perchè non è così nuovo il caso di un antagonista che sotto il materasso nasconde un patrimonio da ricco borghese. Ma Caruso li supera tutti, e anche in questo è un no global sui generis: l’unico che partecipa ai cortei in bicicletta per non faticare, e che a Seattle, dopo un assalto al McDonalds’s interrogato dalla Cnn sui motivi della protesta così rispondeva: «Nun lo saccio, chillo panino è bbuono assai». Ma lo conoscono meglio a Benevento, dove le malelingue stavolta aggiungono: «Tanto se gli va male in politica, i soldi per arrivare a fine mese non gli mancano di certo». Per lui, San Precario non ha bisogno di preghiere.

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Eheheheh altri ne ho conosciuti col culo al caldo e le smanie da rivoluzionari!!!!

Facesse attenzione ad auspicare un ritorno alle gambizzazioni… potrebbe (da borghese)rimetterci qualche ginocchio pure lui.

unica cosa buona è che se su google digiti solo CARUSO, sono ben altri i personaggi che vengono a galla, a riprova che tutto sommato il "noto" politico non conta un cazzo!

September 09

Giovani protagonisti e coscienti nelle tempeste della storia.

 
 
 
 

Ho tra le mani un opuscolo dei “comitati leninisti studenteschi” di parma, capitato per caso sulla mia scrivania, ha attirato la mia attenzione per quanto dichiaratovi:

“ il fallimento pratico della riforma del capitalismo è … una esperienza diretta che ogni generazione proletaria vive sul proprio corpo e paga duramente. Da secoli generazioni di proletari vengono consumate dai borghesi e dagli opportunisti, loro servitori e complici, nella illusione di poter riformare la società capitalistica. Immancabilmente, dato che non si può modificare la natura della società borghese se non rovesciandola con la rivoluzione socialista (sigh), le illusioni cozzano contro il muro della dura realtà. Rimane solo il classico pugno di mosche. Ma rimane anche, se è organizzata e tramandata dalla memoria collettiva del partito leninista, la consapevolezza del fallimento riformista e della necessità rivoluzionaria.”

Seguono i temi di vari incontri:

Cereali, mattoni e benzina: L’assurda logica del capitalismo.

Esistono ancora i Proletari? Si, sono un miliardo e mezzo.

Cosa prepara l’imperialismo? Un futuro di guerre e crisi.

Le potenze affilano gli artigli.

Un domani diverso è possibile: lottiamo per il comunismo!

Al di là delle cazzate resta il dubbio: ma questi tizi sanno cosa è stato Lenin nella storia neppure tanto passata? Sanno che con il suo scagnozzo Stalin ha commesso tanti di quei crimini da essere annoverato con giusta ragione tra i criminali dell’umanità? Quando si riferiscono al miliardo e mezzo di proletari (facendo riferimento credo ai cinesi) sanno che fanno una vita di merda e che stanno perseguendo l’assurda logica del mattone, dei cereali e della benzina?

Unica cosa esatta è che effettivamente un domani diverso è possibile se lottiamo per il comunismo, anche se diverso non significa necessariamente migliore.

In attesa sempre della famosa barca che dagli Stati Uniti scappi a Cuba piena di esuli statunitensi…

Saluto.

August 29

Modificare la scuola!!!!

Ci siamo, finalmente si mette mano alla scuola con cambiamenti radicali...la montagna si è mossa e si è tornati alla scuola di 35 anni fa.
Maestro unico alle elementari, voto in condotta che può pregiudicare la promozione, studio della educazione civica, esami di riparazione a settembre.
Se appena appena mettessero mano ai programmi anch'essi vecchi di 50 anni sarebbe quasi perfetto, ma noi abbiamo una scuola che fa studiare inglese 2 ore a settimana tagliandoci fuori dal mondo e i cui allievi spesso non sanno niente della seconda guerra mondiale ma tutto delle guerre puniche.
Certo il ministro (la ministra come termine fa schifo) si è inimicata tutto il corpo insegnante quando ha dichiarato che i libri non si cambieranno nei prossimi 5 anni.
Come si farà a lucrare con le lobbies degli editori? Troveranno altre forme, difficile rinunciare alle forniture gratis per loro o ad altri regalini.
July 07

uno sguardo in giro!!!!

ABORTO: la 194 é una legge gravemente ingiusta, afferma l’Associazione Verità e Vita

 

In questi giorni, in concomitanza con la proposta di moratoria dell’aborto lanciata da Giuliano Ferrara su “Il Foglio”, si è riacceso sui mass media e nell’opinione pubblica italiana il dibattito sulla legge 194 spesso presentata non come una legge negativa di per se ma solo come una norma male applicata.
Per fare chiarezza su questo argomento pubblichiamo di seguito il comunicato stampa dell’8 gennaio 2008 diffuso dall’Associazione Verità e Vita a firma del suo Presidente Mario Palmaro.

«Si diffondono in questi giorni sui mass media italiani alcune leggende sulla legge 194 del 1978. Una mitologia che descrive la legge sull’aborto come una “buona legge”, una legge che deve essere ancora applicata integralmente per poterne apprezzare i notevoli aspetti positivi.
Qualcuno fornisce una ricostruzione storica davvero stupefacente, sostenendo che la 194 era nata buona e giusta, una legge non abortista, ma che poi l’insipienza degli uomini l’ha male interpretata e peggio applicata. Valga su tutti l’intervista apparsa sul quotidiano “Libero” di venerdì 4 gennaio 2008, nella quale Eugenia Roccella dice fra l’altro: «Rispetto ad altre leggi internazionali, la 194 è una buona legge, che parte, non a caso, proprio dalla tutela della maternità. È una legge che non afferma mai l`aborto come un diritto (…) Non è eugenetica». «Secondo me – prosegue sempre la Roccella – la questione non è abolire o rifare la legge, ma non tradirla, non trasformarla in un feticcio vuoto, una legge intoccabile a parole e invece violata, disapplicata e stravolta nella prassi quotidiana».

Altri ancora dichiarano che «la 194, nei suoi principi ispiratori, ha una rilevante rispondenza con le richieste del movimento delle donne e si pone come uno strumento per combattere e sconfiggere la triste piaga degli aborti clandestini. In questo senso la legge non è una legge  “abortista”: non crea, né impone l’aborto, anzi si fonda sulla sua prevenzione, valorizzando il ruolo delle strutture sanitarie pubbliche per fare della procreazione un evento cosciente e responsabile, cioè non casuale».

È evidente che simili affermazioni, soprattutto se pronunciate da personalità elette a punti di riferimento del mondo cattolico e della galassia pro-life (Eugenia Roccella è editorialista di “Avvenire” e de “L’Osservatore Romano”), disorientano grandemente l’opinione pubblica. Di fronte a questo pauroso sbandamento delle coscienze, e alla confusione alimentata da questi giudizi, sentiamo il dovere di riaffermare con forza alcuni punti fermi.

1.    Il diritto di aborto. La volontà del legislatore, nel suo nucleo fondamentale, stabilisce un vero e proprio diritto d’aborto. Negato a parole e con foga dagli abortisti, esso emerge con assoluta chiarezza da una lettura seria della legge. Dal combinato disposto degli articoli 4 e 5  si ricava che nei primi tre mesi di gravidanza ogni donna può abortire a sua volontà. Nessun controllo è possibile. È stabilito l’obbligo per il medico di rilasciare il certificato che costituisce titolo per l’esecuzione degli interventi di fronte alla semplice domanda della donna. (artt. 5, 4 comma, e 8 ultimo comma). Di fronte al diritto della donna vi è l’obbligo delle strutture pubbliche di praticare l’intervento. Perciò a ragion veduta abbiamo parlato di  “diritto” e di  “liberalizzazione”. Nessun limite esiste nei primi tre mesi di gravidanza. A dimostrazione di ciò sta il fatto che i difensori della “buona legge” in trent’anni non hanno mandato in galera neppure un “trasgressore”.

2.    Una legge abortista. Il giudizio negativo sulla legge abortista risulta anche dai seguenti elementi: a) l’aberrante facoltà attribuita alla donna di decidere in termini unicamente individualistici, al di fuori e contro ogni responsabilità verso il “diritto” del nascituro; b)  l’individualismo che ispira la legge risulta ancor più grave dal fatto di essere riconosciuto dallo Stato, il quale a sua volta costringe tutti i cittadini, anche quelli contrari all’aborto, a dare un qualche contributo.

3.    Non possiamo rassegnarci. Perciò ogni convinto difensore dell’uomo, ogni comunità di accoglienza, non può rassegnarsi di fronte ad una legge che tradisce così profondamente i valori su cui tutto l’ordinamento giuridico poggia. Di conseguenza l’obiettivo di eliminare la legge abortista o di trasformarla mutandone radicalmente la intrinseca struttura, deve proporsi come espressione di amore per l’uomo e non come sterile e puramente teorica contrapposizione ideologica.

4.    L’aborto legale è intollerabile. L’applicazione del principio della tolleranza civile all’aborto legalizzato è illegittima e inaccettabile perché lo Stato non è la fonte originaria dei diritti nativi ed inalienabili della persona, né il creatore e l’arbitro assoluto di questi stessi diritti.

5.    L’aborto legale minaccia l’intero sistema giuridico. Quando autorizza l’aborto, lo Stato contraddice radicalmente il senso stesso della sua presenza e compromette in modo gravissimo l’intero ordinamento giuridico, perché introduce in esso il principio che legittima la violenza contro l’innocente indifeso. Da: La comunità cristiana e l’accoglienza della vita umana nascente.

6.    Il compito di ogni politico di buona volontà. Il compito di ogni politico di buona volontà non è quello di “far applicare una legge ingiusta”, ma di richiamare, con coraggio e con metodi democratici, il dovere di rispettare la vita umana sin dal suo inizio, denunciando di conseguenza l'iniquità della legge abortista. Il buon politico ha il dovere di operare una lettura critica dell’attuale normativa sull’aborto: senza trascurare i limitatissimi elementi positivi, si dovranno rilevare le profonde contraddizioni che essa presenta con la Costituzione e all’interno dei suoi stessi articoli.

In conclusione: nessun miglioramento alla situazione italiana in materia di aborto è possibile se non si parte dal rispetto della verità. La 194 è una legge gravemente ingiusta. Lo è in maniera assoluta e intrinseca. La 194 è stata voluta dalla cultura abortista, difesa dalla cultura abortista, e ha ottenuto una perfetta coerenza tra obiettivi e risultati: i 5 milioni di bambini uccisi in nome di quella legge non sono stati un incidente di percorso, ma una tragica conseguenza del principio di autodeterminazione della donna. Alle vittime innocenti va aggiunto quell’autentico disastro educativo e culturale che è sotto i nostri occhi. Al punto che in questi giorni anche alcuni di coloro che stanno (o dovrebbero stare) dalla parte della vita affermano che «l’ultima decisione  sulla vita del concepito deve comunque sempre spettare alla donna». Che è, in estrema sintesi, la summa ideologica dell’abortismo di sempre.

Il senso di realtà ci dice che anche una sola vita innocente salvata ha un valore incommensurabile. Per questo motivo, Verità e Vita approva ogni azione che aiuti concretamente la vita a nascere, pur in vigenza di una legge omicida. Ma il prezzo per questa attività di “salvataggio” non può consistere nel colpevole e complice silenzio sulla legge abortista, o addirittura nella trasformazione della condanna sulla legge 194 in un giudizio benevolo. Se durante la follia nazista ci avessero dato la possibilità di metterci fuori dai cancelli di Auschwitz per salvare qualche vita umana, sarebbe stato nostro dovere farlo. Ma non avremmo mai potuto trasformare il nostro giudizio su quel luogo di orrore, magari affermando che – tutto sommato – «nel loro genere quei lager erano i migliori al mondo».
(CR 1024/03 - 12/1/2008)

 

http://www.corrispondenzaromana.it/articoli/376/0/Aborto/ABORTO:-la-194-%C3%A9-una-legge-gravemente-ingiusta,-afferma-l-Associazione-Verit%C3%A0-e-Vita.html

July 04

ed uno in casa nostra

Come volevasi dimostrare più si rimestola nella pentola piena di m.... e più ne esce la puzza!!!!

 

L’articolo che riportiamo, pubblicato dal sito Libertà e Persona, è stato scritto da Giacomo Rocchi, Magistrato presso il Tribunale di Firenze, poco dopo il referendum sulla Legge 40/2004, del 12 giugno 2005. Si tratta di un’attenta analisi del testo della legge 194 sull’aborto, che rivela le reali intenzioni del legislatore nella composizione di un testo ambiguo e volutamente incoerente. In esso erano contenute sin dall’inizio tutte le premesse per rendere impossibile qualsiasi “prevenzione” e, viceversa, per rendere efficace unicamente la liberalizzazione totale dell’aborto, come è effettivamente accaduto in questi trent’anni. (I corsivi tra parentesi sono della nostra redazione)

 

A questo testo è correlato un altro articolo al quale rinviamo: La 194: e se la tocchiamo?

 

Pubblicata sul numero 32 della rivista Radici Cristiane (febbraio-marzo 2008), l’intervista a Mario Palmaro chiarisce l’errore nascosto nella “strategia del dialogo”. Filosofo del diritto e bioeticista, Palmaro è Presidente nazionale del Comitato Verità e Vita, docente presso le Università Regina Apostolorum ed Europea di Roma e autore di articoli e pubblicazioni sul tema dell’aborto.

 

 

 

Non esiste una parte buona della 194!

 

di Giacomo Rocchi, Magistrato del Tribunale di Firenze

 


1. In questo periodo, dopo il fallimento del referendum abrogativo della legge sulla procreazione assistita (Referendum sulla Legge 40/2004,  del 12 giugno 2005; n.d.r.), molti denunciano un attacco da parte dei cattolici al diritto di aborto sancito nel 1978.

Dalla parte opposta si risponde sostanzialmente con due affermazioni: a) non vi è alcuna intenzione di modificare la legge n. 194; b) l’applicazione della legge in questi anni è avvenuta contro lo spirito e la lettera della legge stessa; la disciplina dovrebbe, quindi, essere integralmente e correttamente applicata anche nelle parti in cui prevede misure che dissuadano le donne che intendono abortire e le aiutino a prendere la decisione opposta, quella cioè di portare a termine la gravidanza.

In realtà lo stato di attuazione della legge n. 194 corrisponde integralmente alla volontà del legislatore del 1978 così come espressa nel testo legislativo.


2. Prima dell’analisi giuridica, si possono avanzare due considerazioni generali di carattere logico.

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bambino a 16 settimane di gestazione

a) Se una legge è stata attuata in un certo modo per quasi trenta anni (1978 - 2005) è molto difficile dimostrare che ciò non sia stata la conseguenza di quanto voluto dal legislatore; si può, cioè, presumere (almeno in prima battuta) che l’attuazione concreta di qualsiasi provvedimento legislativo sia conforme al testo approvato e alla volontà del Parlamento: affermare il contrario comporta l’onere di dimostrare che l’attuazione che si ritiene difforme rispetto al dettato legislativo derivi da fattori diversi ed estranei che, ovviamente, occorre individuare.

L’operazione appare difficoltosa: ad esempio, quanto alle modalità di intervento dei consultori pubblici, si dovrebbe dimostrare che vi è stata la volontà non di una o due persone, ma di una grande quantità di gruppi di persone sparsi su tutto il territorio nazionale di agire contra legem: quindi una sorta di complotto contro la legge 194; si dovrebbe poi spiegare il motivo per cui le istituzioni pubbliche non hanno reagito in questi anni con gli strumenti a disposizione (sanzioni penali, sanzioni amministrative, chiusura dei consultori riottosi ad applicare la legge e così via…)

b) Non può sorprendere che le misure dissuasive e preventive non abbiano sortito, nel loro complesso, l’efficacia sperata se si tiene conto che la condotta che si voleva evitare - l’interruzione volontaria della gravidanza - veniva contestualmente resa lecita dalla legge. La prevenzione di determinate condotte da parte della legge è di solito accompagnata al loro divieto e alla repressione delle eventuali violazioni. I potenziali destinatari ricevono, cioè, un messaggio chiaro: questa condotta non è ammessa ed è punita; lo Stato (o gli enti preposti) fornisce strumenti per evitare la condotta vietata. Se invece la condotta che si vuole prevenire è dichiarata lecita (anzi: è riconosciuta come un diritto) l’opera delle autorità pubbliche di prevenzione e dissuasione sarà inevitabilmente indebolita: per quale motivo astenersi dall’esercizio di un diritto?


3. Ricordiamo brevemente quale sia l’iter previsto per giungere all’aborto volontario. Nei primi 90 giorni dall’inizio della gravidanza la donna che intende abortire può rivolgersi alternativamente ad un consultorio pubblico, ad una struttura socio-sanitaria o a un medico di fiducia e ivi sostiene un colloquio. Se il medico del consultorio o della struttura o di fiducia riscontra l’esistenza di condizioni che rendono urgente l’intervento rilascia un certificato alla donna che le permette di abortire e che costituisce titolo per ottenere in via d’urgenza l’intervento; nel caso contrario, se la donna chiede di abortire gli stessi medici le rilasciano un documento che attesta la gravidanza e l’avvenuto colloquio: dopo sette giorni la donna può presentarsi in una struttura sanitaria per sottoporsi all’intervento (articoli 4 e 5 della legge). Dopo i primi 90 giorni l’aborto può essere eseguito solo in caso di grave pericolo per la vita della donna derivanti dalla gravidanza o dal parto oppure quando processi patologici determinino un grave pericolo per la salute fisica o psichica della donna: entrambi i casi devono essere accertati dal medico del servizio ostetrico ginecologico dell’ospedale dove deve praticarsi l’intervento. Nel caso sussista la possibilità di vita autonoma del feto, però, l’aborto può essere praticato solo in caso di pericolo di vita per la donna e il medico che esegue l’intervento deve adottare ogni misura idonea a salvaguardare la vita del feto.


4. A leggere l’articolo 4 potrebbe sembrare che, nei primi 90 giorni, solo un “serio pericolo per la salute fisica o psichica della donna” renda lecito l’aborto: ma così non è. Infatti non solo le ipotesi previste sono così ampie e variegate da poter escludere che possano incidere sulla “salute” della donna (condizioni economiche, sociali, familiari, circostanze del concepimento, previsioni di anomalie o malformazioni del concepito), ma soprattutto la legge si limita a pretendere: a) che la donna “accusi” tale circostanze (cioè affermi che esse esistono); b) richieda di procedere all’aborto; c) attenda sette giorni; d) si presenti all’ospedale per abortire. Il medico, nel documento che consegnerà alla donna, non certificherà l’esistenza di tali circostanze, ma si limiterà ad attestare lo stato di gravidanza e la richiesta di abortire.

Si tratta di una piena applicazione del principio di autodeterminazione della donna: nessuno può impedire ad una donna maggiorenne non interdetta di non abortire se ella lo vuole, qualunque siano i motivi della sua richiesta. Come si vede l’articolo 4 è stato scritto per essere in buona parte disapplicato.

 

5. Veniamo, allora, all’opera di dissuasione dall’aborto che dovrebbero svolgere i consultori familiari: l’articolo 2 prevede che essi assistano la donna in stato di gravidanza, informandola sui diritti spettanti, attuando o proponendo interventi diretti di aiuto e contribuendo a far superare le cause che potrebbero indurla all’interruzione della gravidanza; per questi compiti l’articolo 3 prevedeva uno stanziamento annuale di lire 50 miliardi. L’intervento del consultorio è richiamato anche dall’articolo 5: se la donna si rivolge al consultorio perché intende abortire, nel colloquio devono essere esaminate le possibili soluzioni dei problemi proposti e il consultorio deve offrire tutti gli aiuti necessari sia durante la gravidanza sia dopo il parto.

In che misura queste previsioni sono destinate ad essere efficaci? In misura minima: in primo luogo perché la donna che intende abortire non è obbligata a rivolgersi al consultorio, potendo, invece ottenere il documento che le permetterà l’intervento anche da una struttura socio-sanitaria o da un medico di sua fiducia; in secondo luogo perché il contenuto del colloquio tra donna e personale del consultorio è irrilevante ai fini del rilascio del documento che deve essere emesso al termine del colloquio. In definitiva: nell’ambito di una specifica procedura di interruzione volontaria della gravidanza l’intervento dissuasivo del consultorio è volutamente reso irrilevante e quindi tendenzialmente inefficace; restano poi i compiti generali (quelli dell’articolo 2) il cui mancato rispetto da parte del consultorio non è in nessun modo sanzionato.

 

6. Si potrà obbiettare che l’opera di dissuasione potrà essere compiuta dal medico cui si rivolge la donna: ma l’intervento del medico è irrilevante per gli stessi motivi; inoltre la legge è molto attenta a prevedere che la donna possa rivolgersi “ad un medico di sua fiducia”: quindi non un determinato professionista, ma a qualsiasi medico. Se, quindi, la donna si troverà di fronte ad un primo rifiuto avrà la possibilità di rivolgersi ad un numero indeterminato di altri professionisti.

7. Tornando ai consultori, un inciso: l’azione dei consultori diventa improvvisamente efficace quando si tratta di minorenni. Non solo, infatti, la legge (art. 2 ultimo comma) permette di somministrare alle ragazze minori “i mezzi necessari per conseguire le finalità liberamente scelte in ordine alla procreazione responsabile” (cioè i contraccettivi, tra i quali è compresa anche la cosiddetta pillola del giorno dopo, con effetto abortivo), si intende all’insaputa dei genitori; ma il consultorio può intervenire per aiutare la minorenne ad abortire nei primi 90 giorni, anche in questo caso all’insaputa dei genitori, quando vi sono “seri motivi che impediscano o sconsiglino” la loro consultazione, trasmettendo direttamente la propria relazione al giudice tutelare.

 

8. Quanto al tema della collaborazione tra i consultori e le associazioni di volontariato, oggetto di una specifica polemica in questi giorni: l’art. 2 comma 2 della legge prevede che i consultori, sulla base di appositi regolamenti o convenzioni, possono avvalersi della collaborazione volontaria di idonee formazioni sociali di base e di associazioni del volontariato. Come si vede la norma permette tale collaborazione ma non obbliga i consultori ad farne ricorso: essi possono avvalersi ma anche non avvalersi della collaborazione. Nessun consultorio, quindi, potrà essere ritenuto inadempiente alla legge se non si avvale della collaborazione del volontariato: i responsabili hanno una piena discrezionalità su questo punto, potendo addirittura valutare come non idonee le formazioni sociali di base e le associazioni di volontariato …

 

9. Quale efficacia hanno i principi generali stabiliti dall’articolo 1 della legge?

Lo Stato garantisce il diritto alla procreazione cosciente e responsabile”: si è già visto che il principio è attuato nel senso della massima diffusione possibile dei contraccettivi, anche ai minorenni.

(Lo Stato) riconosce il valore sociale della maternità”: la norma non ha nessuna attuazione concreta nel testo della legge.

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bambino a 28 settimane di gestazione

(Lo Stato) tutela la vita umana dal suo inizio”: si tratta di previsione volutamente inefficace: in primo luogo perché generica quanto al momento in cui inizia la vita umana (così da non sottoporre alle procedure della legge l’uso dei medicinali di “contraccezione di emergenza”, che hanno l’effetto di uccidere il concepito impedendone l’annidamento nell’utero materno); in secondo luogo perché, trattandosi di norma dal contenuto programmatico presente in una legge ordinaria non ha alcuna efficacia vincolante e può quindi essere disapplicata da questa o da altre leggi. Ne consegue che la “tutela” (sic!) della vita umana nascente è quella disegnata dalle norme di diretta applicazione: e quindi - quanto meno nei primi 90 giorni di gravidanza - è rimessa esclusivamente alla volontà della madre (il principio di autodeterminazione viene, non a caso, sostenuto affermandosi che è la madre, nella sua libertà, a potere adottare la migliore tutela possibile del bambino).

Vi era, fra l’altro, un ambito diverso in cui il legislatore del 1978 avrebbe potuto effettivamente tutelare la vita umana fin dal suo inizio: quello delle pratiche di diagnosi prenatale, i cui abusi sono ben noti e che conducono spesso a morte o a lesioni al feto; ma nessuna limitazione è dettata. Anzi, la legge presuppone, se non sollecita, l’utilizzo di tali pratiche alla ricerca di “anomalie o malformazioni del concepito”.

L’interruzione volontaria della gravidanza, di cui alla presente legge, non è mezzo di controllo delle nascite”: l’aborto, quindi, non dovrebbe essere usato come un contraccettivo. Il legislatore fornisce qui una definizione dell’aborto volontario palesemente priva di efficacia: il singolo aborto sarà o meno usato come mezzo di controllo delle nascite in conseguenza delle scelte della donna che liberamente vi si sottoporrà. Il legislatore, cioè, non può essere in grado di conoscere quale sarà il comportamento delle donne che, nel futuro, utilizzeranno le procedure previste: piuttosto avrebbe dovuto creare procedure che impedissero l’utilizzo dell’aborto come contraccettivo (ad es. limitando il numero di richieste di aborto avanzate dalla stessa donna, in certo lasso di tempo; n.d.r.). Le procedure create, al contrario, permettono proprio un utilizzo in questo senso: nei primi novanta giorni di gravidanza, che sono quelli in cui l’aborto può essere utilizzato come alternativa ai contraccettivi o come rimedio al loro fallimento, come si è visto la decisione di interrompere la gravidanza è lasciata alla discrezionalità della donna (che, addirittura, potrebbe avanzare la richiesta in relazione a “circostanze in cui è avvenuto il concepimento”, riferimento generico che comprende, sì, una violenza sessuale subita, ma anche malfunzionamenti o dimenticanze concernenti l’uso di contraccettivi). Si è poi visto come la legge abbia voluto liberalizzare i cosiddetti contraccettivi di emergenza, che spesso hanno effetto abortivo. Insomma: le donne sono libere di usare l’aborto come unico contraccettivo o come contraccettivo “di rincalzo” senza che nessun ostacolo venga loro frapposto, anche se dovranno, forse, sorbirsi la ramanzina del medico che (art. 14) deve fornire loro “le informazioni e le indicazioni sulla regolazione delle nascite” (“la prossima volta stia più attenta …”).

 

10. Da parte di alcuno ci si lamenta che, in questi decenni, l’aborto sia stato usato con finalità eugenetiche contro la lettera e lo spirito della legge n. 194. Al contrario l’utilizzo dell’aborto per sopprimere embrioni malati o malformati è esplicitamente autorizzato dalla legge. Già nei primi novanta giorni una delle cause che legittimano la richiesta di interrompere la gravidanza è la “previsione di anomalie o malformazioni del concepito”: si noti la parola “previsione”, che non significa “accertamento”; basta, quindi, che la donna tema che il figlio sia malato o malformato per giustificare il ricorso all’aborto. Ma l’ispirazione eugenetica della legge si ricava ancora più esplicitamente dall’articolo 6, che regola l’interruzione della gravidanza nel periodo successivo: in caso di rilevanti anomalie o malformazioni del nascituro sarà possibile l’aborto nel caso sussista un grave pericolo per la salute fisica o psichica della donna. In sostanza il medico non dovrà accertare se le malattie del feto siano o meno curabili, ma concentrarsi sulla salute psichica della donna (si ricordi che il concetto di salute è inteso come benessere psicofisico) e valutare se la consapevolezza di portare in grembo un figlio malato o anche di doverlo, poi, allevare possa incidere su di essa.

 

11. Limitandosi a queste considerazioni, le conclusioni paiono evidenti: il legislatore ha voluto che l’aborto nei primi tre mesi fosse assolutamente libero e che la donna intenzionata ad abortire non incontrasse nessun ostacolo riguardante i motivi della sua decisione e potesse anche evitare l’opera dissuasiva svolta da enti o soggetti pubblici o privati.

Il legislatore si è, quindi, preoccupato affinché la procedura fosse rapida ed efficiente (nel Paese della malasanità, l’attesa media per l’intervento è di circa 10 giorni dalla richiesta; n.d.r.): il documento costituisce titolo per ottenere l’intervento in via d’urgenza (art. 8 ultimo comma) e l’intervento è gratuito (articolo 10); alla donna è garantito l’anonimato (art. 11 e articolo 21). In questa ottica di efficienza deve essere purtroppo vista la regolamentazione dell’obiezione di coscienza, senza dubbio doverosa da parte del legislatore, ma che presenta il “vantaggio” di togliere di mezzo gli obbiettori dalle procedure che devono, comunque, essere garantite.

12. Le parti della legge in cui si auspica che l’aborto sia limitato a determinate ipotesi o si stabiliscono aiuti e interventi a favore delle donne in difficoltà in conseguenza della gravidanza restano, quindi, meri auspici di un legislatore ipocrita che non credeva affatto ad essi e che ha reso tali parti inevitabilmente inefficaci. La tutela della vita umana nascente non può, quindi, che passare da una abrogazione o comunque da una modifica della legge n. 194 e non certo da una sua piena applicazione che, non solo vi è già stata e che non può che indirizzarsi verso un uso - se possibile - ancora più libero e diffuso dell’aborto. Non sbagliarono, quindi, i promotori del referendum abrogativo - quello massimale, non ammesso dalla Corte Costituzionale con motivazione assai discutibile; non sbagliarono i cittadini che, sia pure sconfitti, affermarono con decisione che la legge n. 194 era gravemente ingiusta.

Da «Libertà e Persona»

4 gennaio 2008